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May 16

linuxSiamo alle solite, periodicamente ritorna alla ribalta un dibattito che appassiona e divide nell’ambito della programmazione dei sistemi operativi: la scelta dell’architattura a microkernel o kernel monolitico. Quella più citata è stata sicuramente la ormai leggendaria (sia per chi l’ha vissuta e per chi ne ha scoperto le tracce qualcehe anno dopo) Tanenbaum-Torvalds Debate (QUI direttamente dai thread originali). Fermo restando che la “bontà” non è sicuramente nè da una parte nè dall’altra, (vedi Windows che con un kernel ibrido ha avuto la sua “fettina di mercato”), con alterne fortune entrambe le tipologie hanno avuto i loro momenti di gloria. Il microkernel può andare fiero non solo delle applicazioni embedded QNX e Symbian OS, ma anche del kernel Mach XNU usato nel Mac OSX. Dall’altra parte la fanno da padrone di vari Unix kernel tradizionali come BSDs e Solaris, insieme al celeberrimo Linux. Come dicevo il dibattito tra gli addetti ai lavori è ancora in corso e da pochi giorni si leggono vari ritorni di fiamma sul tema.
Tutto il fermento è cominciato a venire a galla (almeno per me) con un articolo su Osnews “Why I Like Microkernels” e la risposta a breve giro di posta con “Why Monolithic Kernels Aren’t the End of the World“.
Finora niente di eclatante se non fosse arrivato Andrew Tanebaum che nel suo “Can We Make Operating Systems Reliable and Secure?” pone l’accento sulla bontà dell’architettura microkernel in ambito nell’ambito della security dei sistemi. Non tarda il post su Slashdot del paper, che torna ad infiammare gli animi e anche le risposte di Linus che pur tenendosi alla larga dai flame non si tira indietro dal dibattito. Quindi una pagina di spiegazioni di Tanebaum sui suoi studi.
Siamo tornati al 1992? Non mi pare che la danimarca scpiri a titoli europei, anche se come allora un Bush ne combina di cotte e di crude in giro per il mondo.
Comunque, come per quelli in passato, sembra essere un dibattito costruttivo e dai due personaggi non ci si poteva aspettare altimenti, noi non possiamo far altro che godere delle loro parole e cercare di apprendere il più possibile da questo piccolo “dialogo dei due massimi sistemi“.

written by root

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